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martedì 12 luglio 2011

Se questa è vita

Musica - nada surf - blankest year
Video - apertura della rosa di Gerico - 6 pic/min, 20 ore



La rosa di Gerico - o pianta della resurrezione - è una figata.
Intanto se non ci dai acqua, non fa la vittima ma se ne sta secca secca, buona buona, in attesa che tu ti ricordi di lei. In secondo luogo puoi portarla in giro, che quando devi spostarti lei si appallottola. Te la possono regalare anche se devi andare in aereo, per dire, che al limite uno non serve neanche la tenga nella valigia ma ci sta benissimo anche nelle tasche del giubbino. Per dire.
Fatto è che questa palletta rinsecchita basta che annusi l'acqua e rinasce completamente, aprendosi nell'arco di 2-3 ore e riacquistando un colore verdognolo...dico verdognolo perché anche se mi suggeriscono "verde brillante" non me la sento di definire in questo modo il colore della mia rosa.
Wiki fa anche notare come il fatto che si apra non sia necessariamente indice di vitalità, ma potrebbe essere semplicemente un riflesso della pianta morta, fisiologicamente programmata per aprirsi e rilasciare i propri semi in un ambiente umido (e quindi favorevole alla propagazione della specie). Diabolica!
Fortunatamente, in quest'epoca di idioti, non ci fa ne caldo ne freddo che la suddetta rosa sia viva o morta.
Basta che si apra e si chiuda a comando.

Come diceva qualcuno: nuovo giorno. nuova notte.

Buona

giovedì 5 agosto 2010

Journal Club: vespertilium fellatio

Musica - bloodhoud gang - bad touch (ascolta)
Fonte: tan m. et al., (2009) PlosONE 4(10):e7595
Fotografia - tan et al., 2009 - figure 3 

Oral sex is widely used in human foreplay, but rarely documented in other animals. Questo è l'inciso - non credo abbia bisogno di traduzione - che apre un articolo uscito verso la fine del 2009 su PlosONE, autorevole rivista di biologia che tratta argomenti che vanno dalla strutturistica, alla biologia molecolare alla biologia evoluzionistica (un po' di tutto insomma). Visto l'interesse generale per il tema, e sopratutto l'audacia con cui certi signori riescono a parlare di pompini fra pipistrelli, ho deciso di riportare i passi più significativi del paper (tra l'altro ad accesso libero e consultabile http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2762080/)

Introduction (dove si presentano le prove del sesso orale fra pipistrelli e del ruolo attivo della pipistrella durante la copula)
Here we provide evidence that oral sex by females on males (fellatio) is routine during copulation in short-nosed fruit bats Cynopterus sphinx (Chiroptera: Pteropodidae), and we argue that is likely to confer adaptive benefits. (...) We observed that females were not passive during copulation but performed oral sex, licking their mate's penis during copulation. This paper will provide information on the copulatory behavior and the duration of copulations of C. sphinx under captive conditions, highlighting the possible functions of this unusual licking behavior.

Methods (dove si spiega che ai pipistrelli non si è fatto mancare niente - attendo con ansia di poter essere cavia nel successivo studio sull'uomo)
The research presented in this manuscript was conducted according to protocols approved by the Guangdong Entomological Institute Administrative Panel on Laboratory Animal Care. (...) We also measured the frequency and duration of copulatory behaviours. The duration of copulation was defined as when the penis entered the vagina until when it withdrew completely.



Results (dove si narra di come copulano bene i pipistrelli e della perizia delle pipistrelle)

During copulation, the pair appeared to move forwards and backwards uninterruptedly and rhythmically. (...) Interestingly, we found that the female lowered her head to lick the shaft or the base of male penis frequently during copulation. The male never withdrew when his penis was licked by the female. (...) There was a strong correlation between the total length of time that the female licked the male's penis and the duration of copulation. Therefore the longer the female licked the penis of her mate, the longer they copulated for.

Discussion (dove si specula sulla copula e sull'importanza del sesso orale)
In conclusion, we have documented fellatio in animals that may have functional significance. (...) Importantly we show that fellatio increases the duration of copulation. (...) The behaviour presumably favours the donor, although it may also benefit both partners especially if fertilization success is increased. It is conceivable that the female manipulates the male by increasing sexual stimulation, so that she ultimately benefits.

Bene...auguro a tutti un buono studio e una buona pratica...

giovedì 8 luglio 2010

La selezione naturale

Musica - muse - butterflies and hurricanes (ascolta)


A questa conservazione delle variazioni favorevoli ed all'eliminazione delle variazioni nocive ho dato il nome di selezione naturale.
 In questo modo, Charlese Darwin stabiliva nell' Origine delle Specie uno dei cardini della biologia come la conosciamo. La selezione naturale è il titolo del quarto capitolo del libro, uno dei piu importanti, e ho pensato di riportare qualche inciso in questo post:
E allora, constatando che, senza dubbio, si sono verificate delle variazioni utili all'uomo, dovremmo ritenere improbabile che talvolta, nel corso di migliaia di generazioni, si possono verificare altre variazioni utili in qualche modo a ciascun vivente nella grande e complessa battaglia della vita?
Ecco, questa domanda sarebbe utile se la ponessero anche i fondamentalisti religiosi, di ogni religione ma principalmente di quella cristiana, che tanto si affannano a remare contro una teoria gia dimostrata..e ancora:
Riesco quindi a comprendere come un fiore ed un'ape possano modificarsi lentamente [alla fine di un ragionamento su adattamenti reciproci di api impollinatrici e di fiori], simultaneamente o l'uno dopo l'altro, adattandosi reciprocamente nel modo più perfetto, grazie alla continua conservazione di individui che presentino deviazioni strutturali leggermente favorevoli per entrambi.
In questo passo Darwin, con la sua credo finta umiltà di cui il saggio trabocca, da voce ad un altro concetto che in un epoca in cui si iniziava appena a considerare l'evoluzione era altrettanto geniale: la co-evoluzione di due specie che interagiscono e quindi diventano sempre più l'una in funzione dell'altra. Ecco, il saggio è a tratti molto pesante per la ricchezza dei dati e degli esempi e per la lenta cautela con cui Darwin spiega il suo pensiero, come per condurre per mano verso la sua verità anche chi di biologia non sa proprio niente. D'altro canto però è davvero ammirevole la maniera in cui viene esposta la teoria dell'evoluzione e come vengono sempre messi in chiaro i punti a cui Darwin non sapeva rispondere (ma che hanno col tempo trovato risposta nella teoria evolutiva). In sostanza, se avete voglia di intraprendere una lettura tanto ricca e arricchente quanto lunga e a volte pesante, vi consiglio di leggervi l'Origine delle Specie (o almeno una sua edizione tascabile).

domenica 30 maggio 2010

DESY

Fotografia - marco p. - interno di una x-ray station
Musica - liquido - parkdrive 31 (ascolta)




Il Deutsches Elektronen-Synchrotron (DESY) di Amburgo è uno dei più quotati centri di ricerca per la biologia strutturale x-ray based (cristallografia e small angle x-ray scattering) in Europa. Wikipedia spiega che un sincrotrone è un acceleratore di particelle che può essere indirizzato alla collisione delle medesime (come il Large Hydron Collider del CERN di Ginevra) o alla produzione di radiazione elettromagnetica (come nel nostro caso). Questa radiazione esce dalla tangente del sincrotrone (a struttura circolare) e viene utilizzata all'interno di stazioni di lavoro. Attraverso l'analisi della deviazione di raggi-x che irradiano un campione biologico è possibile definire la struttura del campione analizzato (si parla ovviamente di strutture troppo piccole anche per le migliori tecniche di microscopia). 
La fotografia accanto è di una planimetria dell'hangar in cui sono contenute le stazioni sperimentali. Come si può notare sono disposte (in chiaro) in modo tale da ricevere i raggi che escono tangenti alla curva dell'acceleratore (in nero). Nel video invece un dettaglio del container in cui effettivamente vengono fatte le misurazioni. Il campione viene posto all'interno della campana di vetro (rimossa durante il video); usciti gli operatori dal container, il flusso viene attivato e i raggi-x irradiano il campione. In tempo reale, il loro spettro di diffrazione (ovvero come le onde elettromagnetiche vengono deviate dagli atomi del campione) viene ricevuto e trasmesso ad una stazione di analisi posta all'esterno della stazione. Buon video...


giovedì 15 aprile 2010

Il Bruco del Culo

Musica - creedence clearwater revival - fortunate son
Fotografia - j. yack - larva di Drepana arcuata


Entrereste in casa di un tizio che fa vibrare i pavimenti trascinando il culo per terra? Io no, e nemmeno i competitori della Drepana arcuata. Una flash communication di Nature di questa settimana presenta infatti una nota sul comportamento di questi bruchi (vedi immagine) che per marcare il territorio e tenere lontani i nemici grattano l'orefizio anale sulle foglie di loro proprieta, generando così un rumore caratteristico finalizzato a tenere a distanza gli individui competitori. Questo comportamento, per quanto bizzarro, è estremamente funzionale, in quanto permette alla drepana di risolvere eventuali conflitti senza "venire alle mani". L'articolo, peraltro, è presente sul primo numero di una nuova rivista multidisciplinare del gruppo Nature (Nature communications) uscito on line questa settimana (la seconda rivista non specializzata del gruppo, dopo la stessa Nature, mentre altre 16 riviste del gruppo sono settoriali - Nature methods, Nature genetics, etc..).
Il riferimento del lavoro è: Scott J.L. et al. (2010) The evolutionary origins of ritualized acoustic signals in caterpillars. Nature communications, 1

martedì 6 aprile 2010

Arte e biologia

Musica - architecture in helsinki - debbie
Fotografia - m. paoli - tossina, angolature

Biologia ed arte al MoMA. Il più famoso museo di arte moderna degli Stati Uniti apre le porte alla scienza per una collezione che vede come oggetto di ispirazione artistica le proteine. Inevitabile che le proteine, composizioni orginali di ammino acidi - volute niente di meno che dal senso estetico della natura stessa dalle cui forme tutti dipendiamo - suscitassero prima o poi l'interesse dell'arte. D'altra parte è naturale che l'arte, senso umano, si riconosca in ciò che sta alla base della vita e che la rende possibile: nelle simmetrie dei suoi atomi e nelle forme dei suoi costituenti. La mostra, inaugurata dal noto biologo-imprenditore Craig Venter - protagonista controverso della corsa al sequenziamento del genoma umano - sarà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2010.

sabato 20 febbraio 2010

Journal Club: diffusione della neurodegenerazione

Musica: anthony - the golden apples of the sun
Fonte: frost b. and diamond m.i. (2010) nat rev neurosci 11(3):155-9

Malattie neurodegenerative prioniche hanno la particolarità di essere trasmissibili. La proteina causa della neurodegenerazione, il prione, è in grado di essere trasmessa da un ospite all'altro, causando neurodegenerazione nel nuovo ospite (motivo per cui sono state bruciate migliaia di bovini durante la crisi sanitaria della mucca pazza). Possiamo pensare la proteina prionica come uno zombie, che quando incontra un gruppo di persone sane (nel nostro caso proteine) le infetta e queste diventano zombie a loro volta induttrici di infezioni.
Malattine neurodegenerative di altro stampo, come Alzheimer, Parkinson o Demenza Fronto Temporale (DFT) non sono invece mai state osservate diffondere da un organismo all'altro. Esse sono anche classificate come malattie neurodegenerative della vecchiaia, in quanto insorgono in età avanzata a causa dell'accumulo di proteine misfoldate (non correttamente ripiegate e quindi non in grado di svolgere la loro funzione) che la cellula non riesce più a smaltire o ad ignorare.
Cio di cui si discute però in una review di Frost e Diamond apparsa su Nature Neuroscience la scorsa settimana è della possibilità di diffusione di tali patologie attraverso meccanismi di stampo prionico (vedi sopra).
Riassumento in pochi punti cardine, gli autori osservano che:

(a) vi è una certa diffusione sequenziale della neurodegenerazione fra regioni adiacenti del sistema nervoso;

(b) proteine "difettose" (zombie) sono in grado di indurre strutture non funzionali (zombie di seconda generazione) in proteine sane;

(c) cellule sane possono neurodegenerare se poste in coltura con cellule malate;

(d) aggregati di proteine misfoldate vengono vengono facilmente internalizzati da cellule sane dove possono indurre misfolding come anticipato in (b), inoltre anche dal mezzo extracellulare pare possano comunicare con l'interno e indurre la neurodegenerazione di cellule altrimenti sane.

Va comunque puntualizzato che le malattie neurodegenerative descritte non sono in grado di diffondere fra organismi, cosa che avviene invece per le prionopatie. La review discute essenzialmente di una similitudine nei meccanismi di diffusione fra malattine prioniche e altre malattie neurodegenerative dovute all'accumulo di proteine malfunzionanti, non inter ma intraorganismo.
Sapere che queste malattie diffondono nell'organismo passando da cellula a cellula con certi meccanismi ha notevoli implicazioni sulla terapia farmacologica. In questo caso, potrebbe essere abbandonata la scelta di una azione generica verso la sopravvivenza neuronale per concentrarsi sull'abbattimento della diffusione delle proteine anomale mascherandole con anticorpi specifici. La necessità di caratterizzare il modello di diffusione della neurodegenerazione è data dal fatto che tutta una classe di malattie più o meno studiate sono conseguenza dell'accumulo di proteine malfunzionanti che la cellula non riesce ad utilizzare. Quindi si tratta non di spiegare parte del meccanismo di una patologia, ma uno dei passaggi chiave della biologia cellulare di molte neuropatologie dell'età adulta.