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martedì 4 gennaio 2011

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - kele - everithing you wanted (ascolta)
Fotografia - gp -  A100 f 5.6 t 1/80 - A100 f 5.6 t 1/50



ovunque. Parti e decidi di prendere l'aria in faccia di luoghi che non conosci. Così sono partito. Prima, un salto molto alto per portare la tenda via con me. Non voleva, o sembrava non volere. certe volte non bisogna lasciare scelte, soprattutto a chi scelte non ne vuole fare.
Sospeso in aria per quei pochi istanti per liberarla e portarla con me ho pensato ad una cosa. Alle lacrime di vetro che verserò prima o poi. Magari di felicità. In una giornata calda, in una stanza semibuia per ripararsi dal sole con la luce che taglia in diagonale le pareti.
Poi sono sceso con la tenda tra le zampe e i tra i denti. Mi sono sentito bene.
E adesso?
Adesso si ride. Mentre si viaggia verso ovest. Abbiamo incrociato un gruppo di motociclisti che con un cenno rapido ci hanno salutato e augurato buon viaggio. Mi piace viaggiare leggero senza direzione e la nostra è... il Messico. Senza direzione verso le americhe. Messico, dico, e la tenda mi guarda strano sorridendomi perchè non crede che arriveremo mai, ma sa e me l'ha detto che ci arriveremo. Non credere ma sapere. Sembra un ossimoro, ma sono pur sempre un coniglio che si è innamorato di una tenda. Rossa.
Ho lasciato dietro di me un appartamento nuovo, una discreta compagnia, qualche bel tramonto, molti ricordi. Ho portato con me...una tenda rossa. L'ho già detto mi piace viaggiare leggero.


giovedì 30 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - the new pornographers - sweet talk, sweet talk (ascolta dopo aver letto, ma ascolta)
Fotografia - gp - sony A100 f 5.6 t 1/60





C'è una gara di salto per conigli. A Copenaghen. L'ho sempre saputo che al nord sono più avanti, più verso nord insomma... a breve inizierò l'allenamento. Cercasi allenatore ovviamente. Nel frattempo mi esercito nello stare su due zampe e allungarmi bene...si comincia sempre con lo stretching del resto.

Lo faccio per un fine molto pratico: cercare di far sbottonare la mia tenda. Voglio imparare a saltare in alto e prenderla senza che se ne accorga, senza che se lo aspetti. Non è per nulla facile perchè se ne sta sempre annodata a se stessa (o sè stessa (non sono mai stato sicuro)) a quasi un metro d'altezza. Non si smuove. Le parlo e mi guarda, fissandomi. Ascolta, sorride, ogni tanto apre la finestra per fumare una sigaretta...che poi voglio dire è la cosa più pericolosa per una tenda. Fumare intendo, non aprire la finestra.
Nel mentre, ad ogni modo, si muove leggermente e di continuo. L'aria di fuori entrando porta con sè un po' di fumo. Profumo. Di sigaretta misto a tenda. Misto a odore di tenda.
Proprio in quei momenti ho nostalgia della mia vecchia casa, non so perchè, ma è così. Vecchi muri, carte da parati consumate, divani sparsi, piastrelle scolorite, pareti stranamente disegnate...e rido! Mi viene sempre da ridere quando sento nell'aria l'odore più buono del mondo. Di quand'ero là. Solo la lo trovavo. Ride anche la tenda e il rosso diventa più rosso. Le ho parlato delle nuvole di cartone che mi piace disegnare e ritagliare per poi appendere alle pareti.
A lei non piacciono le nuvole. Molto di quello che mi interessa e di cui le parlo sembra esserle indifferente.
Le ho promesso allora di portarla a vedere delle nuvole. Ma quelle particolari che si formano solo in Australia. Si sviluppano come dei tubi in orizzontale, dei rulli insomma. Morning Glory le chiamano. Cazzo che bel nome per una nuvola. Morning Glory... se fossi una nuvola, anche solo una di quelle di cartone che ritaglio vorrei quel nome. Anzi me lo scriverei con una penna indelebile a lettere grandi e confuse nel vapore. In rosso.
Poi dall'Australia la vorrei portare in Guatemala, a vedere il lago Izabal. Lì, il 15 di agosto, fanno una grande festa gli aborigeni. Non deve essere male per un coniglio nero e una tenda rossa partecipare ad una cosa del genere. Magari se vinco la gara di salto...ma anche se non la vinco. 50.000 aborigeni, sì cinquantamila aborigeni, che ballano, la notte con la luce riflessa delle stelle nel lago, il caldo tipico del centro america, la pelle sudata dai balli, la musica della terra...
forse piacerebbe pure alla tenda rossa

martedì 28 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - stars - dead hearts (ascolta dopo aver letto, ma ascolta)
Fotografia - gp -  DSLR-A100 1. f 5.6 t 1/60 - 2. f 5.6 t 1/40


Oggi ho fatto una passeggiata. Sembra uno dei titoli tipici dei pensierini che davano da scrivere alle elementari durante le vacanze invernali. Allora proviamoci.

Era un po' di tempo che non uscivo. Trasloco, feste, pioggia e la volontà di far poco me lo avevano impedito. La volontà di far poco...puhaa. Finalmente mi sono deciso.
Freddo da fumare con l'alito, nuvole basse, alternate a pezzi di cielo azzurro, all'orizzonte, erba bagnata, aria leggera. Non proprio una splendida giornata... tipicamente invernale del resto. Non c'era nessuno al fiume e l'acqua che pareva fredda avanzava piuttosto lenta. Ho fatto anche qualche foto, così le posso vedere con la tenda rossa.

L'ho conosciuta. Sembra confermare l'impressione che di lei avevo avuto. Nel senso che mi piace proprio e questo credo sia uno svantaggio nel sottile gioco del conoscersi
Sì, sono contento anche se non traspare tanto, ma non è mai semplice con una tenda. Mi sono avvicinato ieri, prima del tramonto. rosso sulle nuvole viola-blu, sopra al sole e all'orizzonte, sopra tutto, il cielo azzurro-blu tipico de l'heure bleu. un tramonto niente male, lo sfondo perfetto per avvicinarmi. Rosso-Blu-Viola-Grigio-Rosso.Il suo rosso, lei. Questa la scala. Ho usato i colori...guardavo fuori in basso, proprio sopra la finestra dietro i rami secchi. ho fissato il rosso. poi mi son spostato un po' più in alto, le nuvole viola-blu prima di passare al cielo. Azzurro-Blu. Azzurro-blu come solo appena dopo il tramonto riesce ad essere. Prima chiaro poco alla volta si trasforma in notte. Nero dappertutto. Prima però per pochi istanti si accende di un blu vivido. Il colpo di coda del giorno.
Mi sono avvicinato ed ho fissato il rosso corposo della sua trama. Proprio in quel momento, non so se sia stata una mia impressione, lei, ha sussultato. Un piccolo impercettibile movimento. Quanto basta per darmi il via.
Le ho parlato, dopo essermi presentato. Forse timida, comunque non molto interessata. Ecco, per questo non sono propriamente entusiasta. Parlavo, parlavo e lei ascoltava senza fare molte domande. Le ho anche proposto di fare due passi, ma mi ha detto che non poteva con una delle solite scuse da tenda. Del tipo "sono stanca stasera, magari un'altra volta". Liquidato così insomma. Ma dimmi che non hai voglia, no? Perchè non dire la verità?

Vedremo nei prossimi giorni.

venerdì 24 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - the national - bloodbuzz ohio (ascolta mentre leggi)
Fotografia - gp - EOS450D f 5.6 t 1/50


Stare dritti, fermi per un tempo lungo. lungo quanto gli anni che passano a centinaia in pochi secondi sugli alberi di bambù con i cuccioli di panda appesi sui rami più alti.
fermi a guardare. guardare e vedere, in controluce, il tempo, lo spazio. l'intero, la parte mancante e il principio che li racchiude.

sempre fermo dritto.
poi d'improvviso cambiare posizione. appoggiarsi a terra, con la pancia sul pavimento, di lato con l'orecchio che pende, poi di nuovo a pancia in giù. alzarsi, ri-sdraiarsi su un fianco, stare supini ma continuare a guardare là. di fronte, un po' in alto.
tutto il giorno se ne sta in contro luce e solo la sera per pochi istanti riesco a vederla prima che sparisca fino al mattino dopo.
nel buio dalla mia stanza la cerco e senza gli occhi non posso altro, se non aspettare.

innamorarsi è già difficile. Forse non è nemmeno possibile. non lo so, ma sono certo che mi sono innamorato della tenda rossa. della mia tenda rossa.
io coniglio nero.
come posso innamorarmi di una tenda?
rossa, trama sottile, leggera, portamento elegante, anzi, di classe, slanciata, sorridente, con i fiori, trasparente e sincera, incerta nei movimenti, un po' pigra, annodata alla base, spensierata, snob, a volte un po' troppo tenda, a volte troppo poco, sembra fregarsene dell'intorno-a-lei, selvatica e felice.

questo mi sembra di lei. questo mi piace. se mi sbagliassi...beh probabilmente sarei ugualmente innamorato. magari di più. Mi piace quello che vedo, ma quello che non conosco può attrarmi in maniera diversa, più forte. Così la sento. Chi può dire cosa sia quello che sentiamo per qualcuno.
sì la mia tenda è qualcuno. questo mi basta. mi basta che sia qualcuno distinto da me e che questo qualcuno mi dia. sia e mi dia.

Ah non ci sono rappresaglie da parte dell'amministratore. Siamo vicini a Natale, sarà più buono anche lui. Io intanto mi impongo una tregua.
Questa nuova sistemazione inizia a piacermi, forse un giudizio affrettato?

giovedì 23 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - kollektiv turmstrasse - tristesse (ascolta mentre leggi, vedi dopo aver letto)
Fotografia - gp - iphone4 camera



cose che mi piacciono della giornata
1. Il video che ho postato e che dovrete guardare dopo aver letto.



2. La mia stanza pulita. Già, dal trasloco non avevo ancora avuto tanta voglia di dare una sistemata. Oggi invece ho fatto un buon lavoro. doveroso. ho anche scoperto che in bagno c'è una bilancia, non credo funzioni benissimo, ma almeno è carina da vedere, fa ambiente: vagamente spagnoleggiante -per quanto una bilancia possa essere spagnoleggiante- me la immagino a pesare merce che viene dal mare, dall'oceano e che si prepara al caldo spagnolo, torrido. e un bagno fatto alla sera dopo un buon pasto, un po' di musica da lontano. sotto un albero. e l'erba che si muove piano. al vento. caldo e secco. le luci della città -sopra i fili elettrici distesi su un letto blu- accecano un'altalena dai fili neri che si stacca e se ne va dai suoi cardini.



3. La pioggia




4. La -ormai mia- tenda rossa.



cose che non mi piacciono della giornata
1. Il mandarino che vedete in foto. l'ho portato dalla mia vecchia casa con altre piante e un piccolo cuscino con i fiori, che però riporterò perchè stava meglio dov'era. forse. Il mandarino non mi piace perchè sta morendo. Le foglie più basse sono cadute ed ha come una ragnatela attorno al piccolo fusto. Ho tentato un salvataggio, nei prossimi giorni vedremo se avrà sortito effetti.

2. L'amministratore. rompe le palle per la pulizia nei luoghi comuni, l'ordine, il silenzio in orari precisi...un sacco di cazzate insomma. Non so se la strategia giusta sia ignorarlo o dargli fastidio. E' uno di quelli che controlla tutto e per la testa che ha pensa troppo (forse in questo mi assomiglia). domani decido la strategia e accetto consigli.

3. Nient'altro. Questa giornata è in bilancio positivo

mercoledì 22 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Musica - sufjan and the national - barcarola (ascolta mentre leggi)
Fotografia - cb - iphone4 camera


era una cena per gli auguri di natale in pratica. Dai vicini intendo, anzi dalle vicine. Simpatiche. Ambiente caldo, un sacco di odori da tanti posti diversi. non ho mangiato praticamente nulla perchè sono arrivato tardi. appena qualche briciola di dolce mentre erano tutti girati. so che è una mancanza di stile soprattutto con sconosciuti, ma avevo fame. tornato a casa mi son rifatto con la mia mezza carota e un po' d'acqua. Però sono affettuose anche se si son prese un po' troppe confidenze, mi han fatto anche... beh vedete la foto.

Finita la serata son salito lentamente. Mi son trasferito al secondo piano e non sono più abituato a fare tante scale. Non ci avete mai pensato? Se solitamente fai anche otto piani di scale al giorni dopo un po' di tempo ti abitui e quegli otto piani li fai abbastanza facilmente, ma se devi fare anche solo qualche scalino in più ti sembra di morire. Non sei allenato. Mi fa pensare questa cosa. Deve avere a che fare con qualcosa che va al di là dell'allenamento. E' una questione mentale. L'idea che della cosa uno si fa. Sì, sì sempre il solito discorso dello iato tra la realtà com'è e la realtà come la percepiamo e già vedo che qualcuno si sta annoiando.
Quindi la smetto. Sono soltanto un coniglio che pensa un po'. troppo. è che qui dal basso le cose le vedi in modo diverso. tutte queste porte con le maniglie così insulsamente alte, pavimenti freddi, materassi morbidi inutilmente staccati da terra... non è tutta rose e fiori qui, vista dal basso. le scritte sulle buche delle lettere io non riesco a metterle a fuoco e il sole a picco a mezzogiorno è l'unico che mi permette di non stare sempre all'ombra che non voglio schiarirmi il pelo e nemmeno spostarmi troppo che i salti mi fanno sudare e fondamentalmente sono pigro. Ma per finta.
Ho poi rivisto la cosa più bella dell'ultimo periodo. Il colore migliore di tutti. L'odore anche. Al tatto...spettacolare, credo perchè non ci sono ancora stato così vicino. Ma, ma spero

martedì 21 dicembre 2010

il coniglio nero e la tenda rossa

Fotografia - gp - DSLR-A100 f 4/5 t1/125
Musica - slut - if I had a heart (ascolta mentre leggi o dopo se vuoi)


In questo periodo è caotico persino andare a pagare una bolletta. Figurarsi fare un trasloco. Però poi ti tocca e a me... è toccato. Mi son trasferito. ieri. e prendi questo e prendi quello, non dimenticare nulla, anche se sai che dimenticherai qualcosa -che poi è bello dimenticare le cose... così impari ad arrangiarti e devi inventare- appena giri l'angolo delle scale. Tra l'altro questo freddo non aiuta per niente, infatti la prima cosa che ho reso con me è stata la pelliccia, che non si sa mai.
arrivato, mi son sistemato e, subito, ho fatto quello che faccio sempre quando vado in un posto nuovo. MANGIO. niente di che, un po' di cereali e una carota -che voglia avrei di un biscotto!!- ma mi piace mangiare. Per me il pasto, l'azione e il contenuto sono ciò che ci fa animali. movimenti mai imparati, ma da sempre perfetti che mi riconciliano con tutto. C'è chi mi dice che non sono divertenti le cene, i pasti, il cibo...vabbeh io sto bene in quei momenti e star bene per me è divertente. Non deve esserlo per tutti, ma però provate a pensarci, quanti momenti avete vissuto mangiando?

dopo cena ho fatto un giro veloce per ambientarmi. mi sembrava di passare tra tante mani, amiche, mani sconosciute, grandi, lunghe, morbide, fragili, nodose senza capire bene chi o cosa stessero facendo. forse sognavo. ma l'odore che più mi piace sono sicuro di averlo annusato e lì ero sveglio. per qualche minuto soltanto. era forte, quasi familiare come con una sciarpa nera al collo. quello non l'ho sognato perchè ho sentito anche la bocca calda e fredda per il ferro.
mi son disteso a letto con la mia coperta, calda come la lana della pecora. pecora, la chiamo.

Di sicuro i nuovi vicini fanno casino. Non so, forse c'era una festa, volevo anche fare un salto, magari imbucarmi e conoscere qualcuno, ma ero stanco. i traslochi stancano.
svegliato bene, al caldo. Oltre ad aver fatto tardi i vicini non devono aver dormito tanto. questa mattina alle sette erano già svegli. io un po' meno, anche perchè mi è sembrato di sentire il mio odore preferito. il solito. strano, ho guardato subito fuori dalla mia stanza, ma nel sonno ho visto solo due calzini grigi, di lana, che veloci sparivano nel buio. con loro anche l'odore.
Che altro...ah già i vicini questa mattina sulle scale mi hanno invitato per cena... domani vi racconterò.

Ho fatto anche un'altro incontro...ma vi dirò meglio anche di questo.